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Costruzioni cronotopiche, strategie identitarie e metafore consolatorie in alcuni racconti di "Il tempo invecchia in fretta" di Antonio Tabucchi / Peruško, Tatjana.

By: Peruško, Tatjana.
Material type: ArticleArticleDescription: 298-314 str.ISSN: 0353-4766.Other title: Chronotopic constructions, identity strategies and consolations in metaphores in Antonio Tabucchi's "Il tempo invecchia in fretta" [Naslov na engleskom:].Subject(s): 6.03 | Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta, costruzioni cronotopiche, strategie identitarie, narrazione reticente, analessi completive, punti di fuga, metafore consolatorie, riferimenti pirandelliano-pasoliniani hrv | Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta, chronotopic constructions, identity strategies, reticence, flashback, vanishing points, intertextual references eng In: Italica Belgradensia 1 (2013), str. 298-314Summary: In tutti i racconti che compongono questo libro si stabilisce un rapporto complesso tra oblio e ricordo, tra memoria privata e Storia, e a queste prospettive l'autore affida la sua riflessione sul senso dell'esistenza umana. L'analisi rileva la costruzione di un cronotopo dinamico che consiste in continui spostamenti tra un passato collettivo segnato da violenze o repressioni sociali e politiche, e un presente che ne è profondamente contaminato, come pure in una continua evocazione di un altrove che appartiene al passato e che dà origine al diffuso malessere dei personaggi, abitanti incerti dei luoghi del presente. L'epicentro dei percorsi storico-geografici tracciati nei nove racconti si colloca nell'Europa centro-orientale e il narrare allusivo e reticente, tipicamente tabucchiano, si appella alle precise competenze storico-politiche del lettore, rimandando a quegli eventi storici e conflitti ideologici che hanno segnato il Novecento, dalla seconda guerra mondiale alle condizioni multiculturali dell'Europa odierna, ivi compresi gli anni della guerra fredda e quelli posteriori al crollo del muro di Berlino. Non mancano nelle storie raccontate in questa raccolta i soliti «punti di fuga» tabucchiani – immagini, figure metaforiche, rovesciamenti – introdotti nella funzione di contrappunto alle esperienze traumatiche vissute dai personaggi.
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Članak u časopisu Članak u časopisu Knjižnica FFZG
SNZ
Available zatražite skeniranje na snz@ffzg.hr 1305241252
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In tutti i racconti che compongono questo libro si stabilisce un rapporto complesso tra oblio e ricordo, tra memoria privata e Storia, e a queste prospettive l'autore affida la sua riflessione sul senso dell'esistenza umana. L'analisi rileva la costruzione di un cronotopo dinamico che consiste in continui spostamenti tra un passato collettivo segnato da violenze o repressioni sociali e politiche, e un presente che ne è profondamente contaminato, come pure in una continua evocazione di un altrove che appartiene al passato e che dà origine al diffuso malessere dei personaggi, abitanti incerti dei luoghi del presente. L'epicentro dei percorsi storico-geografici tracciati nei nove racconti si colloca nell'Europa centro-orientale e il narrare allusivo e reticente, tipicamente tabucchiano, si appella alle precise competenze storico-politiche del lettore, rimandando a quegli eventi storici e conflitti ideologici che hanno segnato il Novecento, dalla seconda guerra mondiale alle condizioni multiculturali dell'Europa odierna, ivi compresi gli anni della guerra fredda e quelli posteriori al crollo del muro di Berlino. Non mancano nelle storie raccontate in questa raccolta i soliti «punti di fuga» tabucchiani – immagini, figure metaforiche, rovesciamenti – introdotti nella funzione di contrappunto alle esperienze traumatiche vissute dai personaggi.

Projekt MZOS 130-1301070-1059

ITA

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