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Pamćenje i zaborav teksta : performativnost citata u Petrarkinoj kanconi 'Jao, već ne znam kamo valja svratit' / Morana Čale.

By: Čale, Morana.
Material type: ArticleArticleDescription: 203-218 str.ISBN: 978953-175-314-2.Other title: The text's memory and forgetting : the performativity of quotation in Petrarch's canzone LXX [Naslov na engleskom:].Subject(s): 6.03 | pamćenje, zaborav, tekst, performativnost, citat, kancona hrv | memory, forgetting, text, performativity, quotation, canzone eng In: Poslanje filologa. Zbornik radova povodom 70. rođendana Mirka Tomasovića str. 203-218Bogdan, Tomislav ; Pavlović, CvijetaSummary: Partendo dal presupposto che la nozione della memoria non riguarda il testo letterario soltanto a livello tematico, bensì ; costituisce la condizione necessaria al suo operare dialogico tanto nell’ ambito della comunità ; dei testi, quanto nelle sue dimensioni pragmatiche, il contributo sarà ; dedicato alla metatestualità ; della canzone LXX dei Rerum vulgarium fragmenta, nota per l’ esplicita inclusione di quattro versi di altri poeti e di una autocitazione nel corpo del testo, con un procedimento citazionale in se stesso, in quanto rifacentesi alla canzone citazionale Be m'a lonc temps menat a guiza d'aura di Jofre de Foixà ; . La performatività ; del componimento sarà ; esaminata alla luce degli studi di Adelia Noferi sul valore metatestuale dei motivi della tela e del velo nei Rvf, proponendo una rilettura della canzone fondata sulla tensione fra la letteralità ; e la figuratività ; del discorso, in cui l’ istanza dell’ enunciazione viene occupata dall’ io del testo, volto non soltanto a descrivere il proprio farsi in atto e ad estendere l’ alterità ; della rete intertestuale in cui si intesse alla scrittura dell’ intera raccolta, ma pure a fornire un modello della genesi e del funzionamento del testo letterario in generale. Dal punto di vista pragmatico, il testo, assunto alla carica di soggetto lirico nell’ interpretazione proposta, lancia una sfida al destinatario, propenso a spingersi verso le chimere del senso, in cerca di appigli referenziali, nell’ oblio della lettera.
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Partendo dal presupposto che la nozione della memoria non riguarda il testo letterario soltanto a livello tematico, bensì ; costituisce la condizione necessaria al suo operare dialogico tanto nell’ ambito della comunità ; dei testi, quanto nelle sue dimensioni pragmatiche, il contributo sarà ; dedicato alla metatestualità ; della canzone LXX dei Rerum vulgarium fragmenta, nota per l’ esplicita inclusione di quattro versi di altri poeti e di una autocitazione nel corpo del testo, con un procedimento citazionale in se stesso, in quanto rifacentesi alla canzone citazionale Be m'a lonc temps menat a guiza d'aura di Jofre de Foixà ; . La performatività ; del componimento sarà ; esaminata alla luce degli studi di Adelia Noferi sul valore metatestuale dei motivi della tela e del velo nei Rvf, proponendo una rilettura della canzone fondata sulla tensione fra la letteralità ; e la figuratività ; del discorso, in cui l’ istanza dell’ enunciazione viene occupata dall’ io del testo, volto non soltanto a descrivere il proprio farsi in atto e ad estendere l’ alterità ; della rete intertestuale in cui si intesse alla scrittura dell’ intera raccolta, ma pure a fornire un modello della genesi e del funzionamento del testo letterario in generale. Dal punto di vista pragmatico, il testo, assunto alla carica di soggetto lirico nell’ interpretazione proposta, lancia una sfida al destinatario, propenso a spingersi verso le chimere del senso, in cerca di appigli referenziali, nell’ oblio della lettera.

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