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Sulla classificazione semantica dei suffissi agentivi in italiano / Peša Matracki, Ivica.

By: Peša Matracki, Ivica.
Material type: ArticleArticleDescription: 231-232 str.Other title: On semantic classification of agentive suffixes in Italian [Naslov na engleskom:].Subject(s): 6.03 | suffissi agentivi, formazioni dei nomina agentis, italiano, semantic classification hrv | agentive suffixes, formation of nomina agentis, Italian, semantic classification eng In: 26e Congres Internacional de Linguistica i Filologia Romaniques "Tendencies actuals de la Filologia Romanica" (6.-11.09.2010. ; Valencia, Španjolska) Tendencies actuals de la Filologia Romanica. 26e Congres Internacional de Linguistica i Filologia Romaniques str. 231-232Calvo, Cesareo ; Casanova Emili ; Lepinette, Brigitte ; Valero Lluis R.Summary: Scopo del presente lavoro è prendere in analisi alcune delle problematiche ancora aperte sulla semantica dei suffissi agentivi e proporne possibili soluzioni. In particolare, dopo esserci soffermati sulla produttività e sulle uscite semantiche di questi suffissi nell’italiano contemporaneo discuteremo alcuni aspetti teorici delle relazioni semantico-formali tra i significati dei suffissi e i rispettivi nomi d’agente al fine di dimostrare la validità delle ipotesi fondamentali di alcuni modelli teorici all’interno della grammatica generativa (lessicalista, separatista, morfologia distribuita con i rispettivi sostenitori Aronoff, Scalise, Beard, Halle Marantz, ecc), come ad esempio il grado di arbitrarietà del rapporto tra il significato e la forma del suffisso agentivo che implica anche la definizione del tipo di interazione tra la base e il suffisso. Per impostare correttamente un tale esame è necessario il riferimento al modo in cui il suffisso contribuisce alle proprietà semantiche della parola derivata e alla prevedibilità semantica delle formazioni coniate con delle regole precisamente definite. Mi pare necessario premettere che nel fare ciò, mi proporrò di fornire un’esemplificazione il più possibile rappresentativa dei diversi usi dei suffissi relativi alle loro uscite semantiche ambendo ad una trattazione esauriente e cercando di offrire una classificazione organica degli impieghi semantici dei nomi d’agente. Circa questi ultimi, mi rifarò a precedenti tentativi di classificazione, traendo spunto soprattutto dal lavoro di Maria G. Lo Duca (2004) e di Maurizio Dardano (2009). Nelle grammatiche italiane, nella suffissazione denominale dell’italiano vengono elencati come agentivi i seguenti suffissi: -aio, -aro, -ario, -aiolo, -ano, -ante, -ino, -iere, -iero, -ista, -tore. Inoltre, tenterò di mostrare la gamma di possibilità semantiche e combinatorie che si aprono a tutti i suffissi agentivi dell’italiano riguardante le interazioni tra significati dei suffissi e principali tratti semantici delle basi della formazione. Analizzeremo la compatibilità dei suffissi con determinate basi verbali in relazione alle peculiarità verbali (compiutezza/incompiutezza ; transitività/intransitività/inaccusatività) e i motivi che stanno alla base di una tale compatibilità. Con quest’analisi cercheremo soprattutto di rispondere ad alcune domande: (1) perché alcuni suffissi possono di solito essere aggiunti alle basi verbali non-durative, e alcuni sia alle durative sia non-durative e (2) perché nella formazione dei nomina agentis non partecipano tutti i verbi intransitivi ; il che implica l’individuazione dei fattori riguardanti la scelta del verbo base concernente l’intransitività/inaccusatività/ergatività. Semmai si potrà osservare – quale sottoprodotto dell’analisi – come la classificazioni su base sintattico-semantica risulti non di rado sfuocata rispetto al punto di vista sociolinguistico e/o pragmatico.
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Scopo del presente lavoro è prendere in analisi alcune delle problematiche ancora aperte sulla semantica dei suffissi agentivi e proporne possibili soluzioni. In particolare, dopo esserci soffermati sulla produttività e sulle uscite semantiche di questi suffissi nell’italiano contemporaneo discuteremo alcuni aspetti teorici delle relazioni semantico-formali tra i significati dei suffissi e i rispettivi nomi d’agente al fine di dimostrare la validità delle ipotesi fondamentali di alcuni modelli teorici all’interno della grammatica generativa (lessicalista, separatista, morfologia distribuita con i rispettivi sostenitori Aronoff, Scalise, Beard, Halle Marantz, ecc), come ad esempio il grado di arbitrarietà del rapporto tra il significato e la forma del suffisso agentivo che implica anche la definizione del tipo di interazione tra la base e il suffisso. Per impostare correttamente un tale esame è necessario il riferimento al modo in cui il suffisso contribuisce alle proprietà semantiche della parola derivata e alla prevedibilità semantica delle formazioni coniate con delle regole precisamente definite. Mi pare necessario premettere che nel fare ciò, mi proporrò di fornire un’esemplificazione il più possibile rappresentativa dei diversi usi dei suffissi relativi alle loro uscite semantiche ambendo ad una trattazione esauriente e cercando di offrire una classificazione organica degli impieghi semantici dei nomi d’agente. Circa questi ultimi, mi rifarò a precedenti tentativi di classificazione, traendo spunto soprattutto dal lavoro di Maria G. Lo Duca (2004) e di Maurizio Dardano (2009). Nelle grammatiche italiane, nella suffissazione denominale dell’italiano vengono elencati come agentivi i seguenti suffissi: -aio, -aro, -ario, -aiolo, -ano, -ante, -ino, -iere, -iero, -ista, -tore. Inoltre, tenterò di mostrare la gamma di possibilità semantiche e combinatorie che si aprono a tutti i suffissi agentivi dell’italiano riguardante le interazioni tra significati dei suffissi e principali tratti semantici delle basi della formazione. Analizzeremo la compatibilità dei suffissi con determinate basi verbali in relazione alle peculiarità verbali (compiutezza/incompiutezza ; transitività/intransitività/inaccusatività) e i motivi che stanno alla base di una tale compatibilità. Con quest’analisi cercheremo soprattutto di rispondere ad alcune domande: (1) perché alcuni suffissi possono di solito essere aggiunti alle basi verbali non-durative, e alcuni sia alle durative sia non-durative e (2) perché nella formazione dei nomina agentis non partecipano tutti i verbi intransitivi ; il che implica l’individuazione dei fattori riguardanti la scelta del verbo base concernente l’intransitività/inaccusatività/ergatività. Semmai si potrà osservare – quale sottoprodotto dell’analisi – come la classificazioni su base sintattico-semantica risulti non di rado sfuocata rispetto al punto di vista sociolinguistico e/o pragmatico.

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